6 - 10 settembre 2006
 
 
 
 
 
 

Curiosum nobis natura ingenium dedit et, artis sibi ac pulchritudinis suae conscia, spectatores nos tantis rerum spectaculis genuit, perditura fructum sui si tam magna, tam clara, tam subtiliter ducta, tam nitida et non uno genere formosa solitudini ostenderet.

"La natura ci diede un´indole bramosa di sapere e, consapevole della sua abilità e bellezza, ci generò perchè contemplassimo così grandi spettacoli, convinta di perdere tutta la sua potenzialità se avesse dovuto mostrare a un deserto qualcosa di così grande, luminoso, ingegnosamente costruito, nitido e in vario modo bello"

Seneca, De otio, cap. 5, par. 3




Splendida città al confine tra realtà e sogno, tra presente e passato, sempre con un occhio alle virtù della sapienza, Pavia è indissolubilmente legata a quella della sua Università (la terza più antica, essendo stata fondata nel 1361) e all´annesso Antico ospedale S. Matteo (Aula del ´400), dei suoi Collegi (Ghislieri, Borromeo, Cairoli) e dei personaggi tra cui spiccano famosi scienziati.

La tradizione universitaria di Pavia si rafforza con la fondazione dei Collegi nella metà del ´500 e con le riforme asburgiche del ´700. Una nota di particolare rilievo è l´utilizzo di palazzi nobiliari e di conventi (San Tommaso) per sedi di facoltà che integrano la città universitaria a quella residenziale.


Come tutte le città storiche, Pavia si presta ad essere visitata a piedi. Sia per la limitata estensione del centro storico, che ha mantenuto l´impianto romano di fondazione e dove prevalentemente si collocano gli edifici di maggior interesse, con particolare attenzione per le chiese romaniche, sia per poter apprezzare le qualità del tessuto minuto dai vicoli pavimentati con ciottoli di fiume per trovare nelle facciate degli edifici i segni del passato che in Pavia si connota come un glorioso passato scientifico. Molti degli edifici del centro storico conservano infatti le tracce delle attività scientifiche che nei secoli hanno reso famosa Pavia a livello internazionale. Altri sono rilevanti per aver ospitato tra le loro mura (Case di Spallanzani, Volta, Golgi, Einstein) gli ingegni che hanno operato nell´Ateneo Pavese.


Le passeggiate scientifiche vogliono suggerire un nuovo modo di guardare a Pavia ed alla nostra eredità artistica: gli edifici, i monumenti ed i musei possono essere apprezzati anche da un punto di vista scientifico, ed in alcuni casi questa è la sola interpretazione. Oggi l´Università presenta il suo passato nel Museo della Storia dell´Università e offre gradevole spettacolo di sé ai visitatori nell´Orto Botanico, diretto in passato da un luminare come Scopoli.


Le informazioni sono state tratte dai siti ufficiali dell´Università di Pavia, di alcune sue Istituzioni e dei collegi universitari. Si ringraziano in particolare: Renata Crotti, Lucio Fregonesi, Mario Pampanin, Clementina Rovati.