CLONAZIONELA CLONAZIONE

La clonazione è un processo che permette di duplicare il patrimonio genetico[LT1]  di un qualsiasi essere vivente, vegetale o animale. L’uomo muove i primi passi nel complesso mondo della clonazione nel1938, quando Spemann compie il primo trasferimento nucleare[LT2] ; nel 1952 Briggs e King, ricercatori inglesi, iniziano una sperimentazione sulla rana, tentando la clonazione a partire da cellule embrionali[LT3] , e dieci anni più tardi John Gurdon riesce a prelevare il nucleo da una cellula intestinale di un girino per trasferirlo in un ovulo. Nel 1972 l’ingegneria genetica[LT4]  stupisce il mondo presentando il primo topo transgenico[LT5] ; quindi si passa ad animali sempre più grandi, per arrivare nel 1997 alla nascita di ,Dolly, la prima pecora interamente clonata.

Oggi è quindi possibile produrre a comando organismi biologicamente identici, anche se al momento solo una clonazione su centinaia ha successo. Ma in che modo può essere utile la clonazione? Dal punto di vista economico si potrebbe arrivare alla selezione di animali adatti a produrre particolari prodotti, come lana, latte, o carne…; in campo sanitario si potranno avere sostanze molto rare in natura e utili alla salute umana, per esempio, fattori antiemofiliaci[LT6]  e, sempre in campo medico, oggi è già possibile produrre tessuti o parti di organi umani e si prospetta in futuro la possibilità di produrre interi organi utilizzabili per i trapianti. Ciò che invece non si coglie, è l’utilità della clonazione di esseri umani, possibile, ma mai sperimentata. Proprio per la sua inutilità, la clonazione di esseri umani è vietata, insieme alla modificazione genetica di ovuli, spermatozoi e cellule embrionali.

Ciononostante si è aperta una polemica circa un brevetto[LT7]  emesso dall’Epo (Ufficio dei brevetti europeo) che ha regolamentato l’utilizzo di ogni tipo di cellula nell’ambito dell’ingegneria genetica e della clonazione, senza escludere le cellule umane. Una svista, secondo il padre di Dolly e l’Università di Edimburgo, che mette però in luce un grave problema etico: sarebbe lecito clonare l’uomo? Cosa accadrebbe se questi esperimenti andassero a buon fine? Quali ripercussioni potrebbe avere questo fatto nella nostra vita? Di fatto si è arrivati a un bivio: da una parte la possibilità di iniziare un progetto di clonazione umana, con tutte le conseguenze positive e negative che questo avrebbe, oppure abbandonare questa strada per trovarne una diversa in futuro. Eticamente, se da un lato i vantaggi potrebbero allettare e un po’ fuorviare, è necessario considerare che i rischi sono molti, e molto grandi: la possibilità che l’esperimento possa sfuggire di mano causando un disastro irreparabile non è cosa da libro di fantascienza, e la storia ci mostra come l’uomo non sempre abbia saputo riconoscere i propri limiti, lasciandosi trascinare dalle situazioni. La questione resta aperta, il dibattito si fa vieppiù più acceso, eppure non si è ancora giunti a una conclusione, a cui probabilmente non si arriverà se non attraverso una lunga serie di compromessi, scientifici e morali.

 

Margherita  Milani e  Ada Sacchi Classe IIIC Liceo Scientifico T-Taramelli

 

 

GLOSSARIO

 

Patrimonio genetico: si definisce patrimonio genetico l’insieme delle informazioni necessarie a vita, sviluppo e riproduzione di un organismo contenute nei suoi cromosomi.

Trasferimento nucleare: procedimento suggerito per la prima volta dal tedesco Spemann nel 1938, che prevede il prelevamento di un nucleo da una cellula embrionale in avanzato stato di sviluppo, per poi effettuare il trasferimento di questo nel citoplasma di una cellula uovo precedentemente privata del nucleo (enucleata)

Cellule embrionali: cellule che non hanno completato il loro sviluppo e che risultano essere ancora totipotenti, ovvero non sono ancora specializzate.

Ingegneria genetica: insieme delle metodiche del DNA ricombinante atte a modificare geneticamente e in maniera mirata un dato organismo.

Transgenico: organismo che ha acquisito un gene di una diversa specie, in grado di esprimerlo e quindi acquisire una o più nuove funzioni.

Fattori antiemofiliaci: proteine prodotte da geni corrispondenti necessarie alla coagulazione del sangue, a volte assenti o carenti negli emofilici.

Brevetto: strumento legale che serve a tutelare l’inventore di una nuova tecnologia, garantendogli il diritto esclusivo (per un periodo di tempo determinato) di sfruttare commercialmente la sua invenzione.

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 [LT1]si definisce patrimonio genetico l’insieme delle informazioni necessarie a vita, sviluppo e riproduzione di un organismo contenute nei suoi cromosomi.

 

 [LT2]procedimento suggerito per la prima volta dal tedesco Spemann nel 1938, che prevede il prelevamento di un nucleo da una cellula embrionale in avanzato stato di sviluppo, per poi effettuare il trasferimento di questo nel citoplasma di una cellula uovo precedentemente privata del nucleo (enucleata)

 

 [LT3]cellule che non hanno completato il loro sviluppo e che risultano essere ancora totipotenti, ovvero non sono ancora specializzate

 [LT4]insieme delle metodiche del DNA ricombinante atte a modificare geneticamente e in maniera mirata un dato organismo.

 

 [LT5]organismo che ha acquisito un gene di una diversa specie, in grado di esprimerlo e quindi acquisire una o più nuove funzioni.

 

 [LT6]proteine prodotte da geni corrispondenti necessarie alla coagulazione del sangue, a volte assenti o carenti negli emofilici.

 

 [LT7]strumento legale che serve a tutelare l’inventore di una nuova tecnologia, garantendogli il diritto esclusivo (per un periodo di tempo determinato) di sfruttare commercialmente la sua invenzione.